Il Metodo Interlingua

Il metodo Interlingua utilizza tecniche interattive e innovative quali il Content and Language Integrated Learning, il Task Based Learning, il Game Based Learning, il Total Physical Response, la Flipped Classroom, il Cooperative l’Experiential Learning e si basa su 5 princìpi metodologici fondamentali che consentono di replicare metodicamente lo stesso sistema naturale di apprendimento della propria lingua madre, quindi un sistema rapido, efficace e permanente.

Il metodo prevede un programma di studio complesso, progressivo e strutturato che combina sistematicamente l’utilizzo di tecnologie digitali all’avanguardia, docenze gestite da professionisti di alto livello e programmi articolati in modo scientifico per garantire che ciascuno dei 5 princìpi metodologici su cui si fonda il metodo Interlingua vengano sempre rispettati.

Ecco i 5 principi che permettono agli studenti di ottenere risultati in tempi molto più rapidi rispetto ai metodi tradizionali:

1.      Lezioni accattivanti e d’impatto emotivo positivo per un apprendimento efficace e definitivo

È necessario imparare la lingua straniera partendo dall’ascolto del madrelingua, in particolare dall’ascolto di informazioni ed istruzioni relative ad argomenti, attività o concetti non linguistici ma particolarmente interessanti ed entusiasmanti, allo stesso modo in cui i genitori istruiscono i propri figli in tenera età durante il gioco, il pasto, il bagnetto, le burle, ovvero durante gli eventi più interessanti e più ricchi di emozioni della giornata. Questo garantisce l’apprendimento rapido e definitivo del vocabolario e l’apprendimento naturale delle strutture.

L’apprendimento è strettamente connesso alle emozioni, per spiegare questo innegabile legame tra stato emotivo e apprendimento ci vengono in aiuto le neuroscienze, che hanno definito ormai con chiarezza quali circuiti neuronali affrontano le informazioni per essere apprese ed entrare nella nostra memoria a lungo termine.

Tutte le nozioni, così come tutte le informazioni sensoriali che percepiamo dal mondo attraversano una serie di “filtri” che risiedono in alcune strutture più “primitive” del nostro cervello: l’amigdala e l’ippocampo. Tali strutture “valutano” il significato dell’informazione che arriva e se essa può essere considerata importante e tale da poter accedere alla memoria a lungo termine e alla corteccia cerebrale, parte più evoluta del nostro cervello, dove risiedono processi cognitivi superiori come l’attenzione, il problem solving, la pianificazione.

Queste evidenze neuroscientifiche hanno alcune ricadute pratiche importanti, come si può immaginare. Il fatto che lo stato emotivo in qualche modo permetta o blocchi l’acquisizione dell’informazione implica che il clima emotivo che si respira durante le lezioni sia il primo indispensabile elemento da considerare per un apprendimento sereno e fruttuoso. Ma non basta un ambiente sereno per un apprendimento solido e duraturo, poiché le informazioni non sono tutte uguali per il nostro cervello: solo le informazioni ritenute significative e dotate di senso e interesse riescono a giungere alla memoria a lungo termine. Non possiamo pretendere che le lezioni abbiamo tutte lo stesso interesse, ma possiamo utilizzare diverse strategie affinché lo raggiungano.

Il metodo Interlingua sfrutta una serie di strategie per progettare lezioni di qualità, che possano trovare terreno fertile per essere comprese e memorizzate e rimanere così nella nostra memoria per lunghissimo tempo.

2.      Ripetizione dilazionata di vocabolario e strutture per una memorizzazione a lungo termine

La tecnica di memoria “Ripetizione Dilazionata”, Spaced Repetition System, SRS sfrutta l’ “effetto di distribuzione temporale”, ovvero il fatto che la memorizzazione a lungo termine di una informazione è più efficace quando essa viene ripetuta poche volte su tempi lunghi anziché molte volte su tempi brevi. Nel metodo Interlingua il corso si fonda su un sistema complesso e strutturato di ripetizione dei vocaboli e delle strutture ad intervalli di tempo precisamente distanziati, finalizzato a fissare le strutture e i vocaboli nella memoria a lungo termine, che non può comunque transigere dall’autenticità delle situazioni in cui vengono calati vocaboli e strutture, quindi non trascurando mai l’aspetto emotivo e interattivo delle attività svolte.

3.      Memorizzazione rapida di vocabolario e strutture principali per l’acquisizione del bilinguismo

È importante concentrare buona parte delle lezioni sullo studio delle 3000 parole straniere quotidiane più frequenti e delle strutture principali almeno nei primi 4 livelli del QCER. È stato provato che l’apprendimento di queste 3000 parole principali in contesti autentici, quindi attraverso l’utilizzo ripetuto degli stessi in situazioni che ricreano i vari modelli di interazione quotidiana o professionale fino alla loro memorizzazione, assicura un tasso di bilinguismo orale del 95% circa e scritto del 90% circa. L’aspetto più incredibile è che questo obiettivo si può raggiungere in brevissimo tempo grazie al metodo Interlingua che utilizza diversi strumenti sia in aula che online che garantiscono la ripetizione metodica di queste parole e delle strutture progressive previste dai livelli del QCER in contesti reali attraverso esercitazioni di vario tipo, sia orali che scritte.

4.      Interazione orale prima dello studio per evitare l’inibizione da “ragionamento grammaticale” o traduzione

L’aspetto più distintivo del metodo Interlingua rispetto ai metodi tradizionali è forse la focalizzazione delle attività sulla comunicazione orale. È importante che i programmi evitino di focalizzarsi su elenchi di vocaboli scritti o su enunciazioni di regole grammaticali, partendo quindi dalla lingua scritta, prima che gli studenti imparino ad interagire oralmente. Questo garantisce un approccio naturale alla lingua straniera e riduce notevolmente l’inibizione causata dai ragionamenti costanti sulla correttezza grammaticale. È stato dimostrato che i metodi tradizionali o le app fondate sullo studio di elenchi di vocaboli e sulla compilazione eccessiva di esercizi non hanno alcuna efficacia per l’apprendimento della lingua straniera, bensì aumentano il livello di insicurezza, inibizione e vergogna durante le interazioni, oltre a ritardare il processo che porta al bilinguismo, che deve invece necessariamente generare quell’automatismo linguistico che elimina le fasi di traduzione e ragionamento.

5.      Feedback costante per un approccio naturale ed efficace all’apprendimento

Proprio come ciascuno di noi ha appreso la propria lingua madre dai genitori, anche il metodo utilizzato da Interlingua è un metodo di apprendimento attivo basato sull’interazione e sul feedback costante. In aula il feedback dev’essere sempre positivo e incoraggiante, pur garantendo la correzione immediata di tutti gli errori, come fanno i genitori dei bambini che apprendono la loro lingua madre, ma anche la piattaforma di studio autonomo dev’essere interattiva e assicurare un feedback regolare e l’impiego dell’intelligenza artificiale deve garantire agli allievi di poter apprendere dai propri errori in modo progressivo e di poter proseguire con il corso nel rispetto dei propri tempi di apprendimento, senza fretta e soprattutto senza inutili attese.

Il Metodo Interlingua sfrutta le tecniche della didattica C.L.I.L. (Content and Language Integrated Learning), che richiede di affrontare argomenti e attività non linguistici, ad esempio legati agli interessi degli allievi, rilevati in fase di analisi dei fabbisogni formativi, come la comunicazione internazionale propria dei diversi ruoli lavorativi o ambienti accademici degli allievi (vendite, marketing, innovazione tecnologica, ricerca e sviluppo, logistica, amministrazione, ecc..), ma non solo. Tra le tecniche principali della didattica CLIL troviamo il T.B.L. (Task Based Learning), che permette al docente di seguire un programma didattico relativo alla strutture linguistiche, ma partendo da tasks altamente comunicativi, ovvero sfruttando attività interattive e materiali autentici, legati all’utilizzo oggettivo della lingua, con lezioni avvincenti e legate alle reali situazioni quotidiane o professionali, attraverso roleplay, focus group, case study, project work, design thinking, ecc.. Il TBL è una tecnica che ritroviamo anche sui nostri supporti tecnologici, tra i quali i programmi interattivi di e-learning, di supporto a tutti i nostri corsi, dotati di funzioni AI (intelligenza artificiale), quali riconoscimento vocale, gamification, adaptative learning e approfondimenti microlinguistici e tematici che si adattano al gusto e agli obiettivi degli allievi.

La didattica CLIL introduce molteplici vantaggi sia per le aziende che per il pubblico:

accelerando notevolmente l’apprendimento della lingua straniera permettendo che la formazione linguistica confluisca e si fonda con altri fabbisogni formativi rilevati, riducendo l’investimento per il piano formativo introducendo ambienti di apprendimento innovativi attraverso l’utilizzo di una didattica attiva e l’attenzione agli stili d’apprendimento e ai diversi modi d’imparare grazie a tecniche quali il TPR (Total Physical Response), ovvero un approccio multisensoriale nel rispetto delle intelligenze multiple. L’approccio allo studio diventa ludico, e creativo, con attività di Gamification, Design Thinking, la Flipped Classroom e l’Experiential Learning, spesso in ambiente outdoor. Tutte queste tecniche prevedono che lo studente sia attore nella costruzione del proprio sapere: l’assimilazione del contenuto (inter)disciplinare diventa l’obiettivo principale; l’acquisizione di maggiori competenze comunicative in lingua straniera, invece, l’inevitabile conseguenza.

Ne risulta una formazione ottimizzata nei tempi e nei contenuti, sempre erogata da professionisti ed esperti di spessore internazionale, oltre a un’acquisizione della competenza linguistica automatica, quindi veloce e solida.